NOVELLÆ-LITTERA TERTIA

Ianuarii, 120 a.B.c.

URBI ET ORBI

A partire da Luglio, la mia esperienza universitaria, da studentessa, si è conclusa. Infatti, da Settembre lavoro per una multinazionale tecnologica americana. All’interno dell’azienda, proattività e curiosità sono qualità che vengono premiate, e considerate fondamentali per l’avanzamento di carriera interno.

 

Prima di descrivervi di cosa mi occupo al momento, vorrei raccontarvi brevemente come ci sono arrivata. Innanzitutto, dopo aver toccato diversi ambiti grazie agli studi universitari - finanza, management e relazioni internazionali - ho deciso di iniziare la mia carriera lavorativa in tech, ed in particolare nel dipartimento commerciale. Perchè? perchè penso che tecnologia sia un buon passepartout per la maggior parte dei lavori che mi interessano e perchè il commerciale è una buona palestra di vita: alleni la resilienza alla pressione, espandi il tuo network esponenzialmente ed infine eserciti le tue capacità di problem-grasping e problem-solving grazie alla varietà di aziende con cui entri in contatto.

 

Dunque di cosa mi occupo al momento? Faccio parte del team di Business Development e sono responsabile di ricerche di mercato, ricerca di contatti e di chiamare realtà appartenenti al settore no-profit ed education. Sin dall’inizio del mio percorso in azienda, però, ho cercato di espandere l’orizzonte di quelle che sono le mansioni che ci si aspettano da me. Perchè? perchè esponendosi a più cose rispetto a quelle verticalmente assegnate, si impara di più e ci si chiede più spesso perchè.

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Perchè si approccia un cliente in un determinato modo, perchè in una determinata chiamate si cita una determinata referenza, perchè un’azienda ha determinati processi e tanti altri mille perchè.

Ed ecco un altro perchè: perchè tutti questi perchè? Sembra quasi che vi stia facendo fare mentalmente uno scioglilingua. In realtà il motivo è molto semplice: tutti questi perchè sono ciò che differenzia una persona che si limita a ciò che viene calato dall’alto, che si ferma ad accettare la realtà attorno a sé per quella che è, e non prova ad andare aldilà della propria comfort zone, non prova quindi a scoprire e superare i propri limiti.

 

Il fatto che io mi sia sempre chiesta il perchè delle cose e di quello che mi sta intorno è stato proprio il motivo per cui nel 2016, mi avvicinai alla Taula. Allora, mi chiedevo già perchè, ma in modo sicuramente più limitato rispetto a come ho iniziato a chiedermelo una volta entrata a farne parte.

Ricordo che mi chiedevo il perchè di molti meccanismi della Taula; tradizioni, riti, gerarchie… Però il perchè che mi ricordo meglio di tutti, e che fa parte ogni giorno del mio modo di vivere è il seguente: perchè vogliamo destrutturare la realtà?

 

Allora pensavo fosse solo un modo per prendersi gioco della realtà, ovvero mi stavo focalizzando sulla parte sbagliata; mi stavo concentrando sull’oggetto e non il verbo. Oggi, penso che la parte più importante di quella domanda sia il verbo: destrutturare.

 

Come avrete capito mi piace chiedermi perchè, quindi perchè mai sarà importante destrutturare? Destrutturare è importante per capire, e agire. Facendo l’esempio più semplice di questo mondo, quindi pensando a un problema (ovviamente risolvibile), è chiaro che un problema, per essere risolto deve essere destrutturato. Infatti, spezzettando il problema in tanti piccoli pezzettini, lo capiremo e avremo più chiaro come e dove agire per risolverlo.

 

Quindi, de-strutturando, capiamo e agiamo. In questo modo, se ci pensate, evitiamo l’immobilità, l’incapacità di agire, di andare avanti; in altre parole, diminuisce drasticamente il rischio di sentirsi impotenti e immobili. E, considerando che siamo italiani e stiamo per compiere il secondo anniversario di pandemia, sappiamo bene quanto sia poco piacevole sentirsi impotenti e non padroni della propria vita.

 

Come dicevo prima, la bellezza del chiedersi il perché delle cose sta anche nel scoprire se stessi, scoprire i propri limiti, destrutturarli e (possibilmente) superarli. Non è ovviamente un percorso semplice e piacevole: chiedersi il perché delle cose può portare a momenti di introspezione anche piuttosto bui, può portare a momenti in cui l'autostima viene a meno e ci si sente impotenti, si mette tutto in discussione. Ma, una volta superata questa fase di distruzione, anche catartica a volte, si rinasce. La rinascita avviene con una consapevolezza maggiore di se stessi e una forza ritrovata che ci permetterà di agire.

 

Quindi qual’è la conclusione? Sempre chiedersi perchè: perchè grazie al perché troveremo bellezza.

Rossella Leali 

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