NOVELLÆ-LITTERA PRIMA

Novembris, 119 a.B.c.

DIVIDE ET IMPERA

Tra l’1 e il 4 Novembre ho avuto l’opportunità di partecipare al WebSummit di Lisbona, uno dei maggiori eventi sull’innovazione al mondo dove start up, investitori, aziende e stati hanno la possibilità di avere uno spazio espositivo dove poter comunicare e dare esempio del proprio valore aggiunto. Dal punto di vista professionale l’esperienza è stata un successo e consiglio a ogni lettore di vivere Lisbona in quel periodo sia per stimoli professionali che per i numerosi eventi che si sviluppano a seguito del summit, tuttavia, è stata anche un’occasione per mettere a confronto i vari sistema paese nella loro capacità e volontà di attirare talenti e innovazione nel paese.

 

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All’interno dei padiglioni adibiti al WebSummit (ex area expo di Lisbona) la quasi totalità dei paesi europei era presente più diversi paesi del golfo (Qatar il più coinvolto) e dell’asia (Taiwan, Corea del Sud) per ogni paese erano presenti rappresentanti delle camere di commercio, delle agenzie di innovazione e responsabili di programmi di finanziamento pubblici a disposizione delle start up per far raccontare le opportunità che il loro paese aveva da offrire in termini fiscali, regolamentativi e simili. Paesi come Germania, Spagna, Qatar e Taiwan nei loro padiglioni ospitavano diverse start up con aree dedicate e organizzavano iniziative per attirare più persone possibili nei loro spazi offrendo prodotti locali, birra gratis, caffè ecc. Il grande assente da tutto questo è ovviamente l’Italia.

 

Le dimensioni dello spazio italiano erano ridicole e delle stesse dimensioni dei padiglioni minori ovvero quelli dedicate alle Amministrazioni locali come le Isole Canarie, il personale italiano in larga parte non parlava inglese, era avantissimo con l’età e non aveva neanche una brochure o un volantino da consegnare in grado di riassumere le opportunità che l’Italia ha da offrire. Due pezzi di cartone con la scritta ITA e un tavolino con sopra un sacchetto di juta contenente i materiali di altri paesi raccolti durante la giornata erano tutto ciò che il nostro paese è stato in grado di portare in una vetrina globale dove erano presenti media e aziende di tutto il mondo.

 

La percezione restituita è di un paese che non sa e non vuole attrarre investimenti, talenti e innovazione, che non ha neanche l’orgoglio di provare a mettersi a livello dei paesi peer (es. Spagna)  in occasioni meramente simboliche e che non è in grado di offrire nulla alle realtà che decidono di rimanere in Italia. Questa percezione ovviamente non si riversa solo tra la comunità dei Founders Italiani li presente che si è ritrovata ad essere praticamente l’unica a non avere un padiglione-paese a offrire supporto ma anche tra gli investitori e le aziende (nel mio caso sono stato un più fortunato perché ero sotto un programma UE).

 

Come potete immaginare per me tale conferenza è stata un’occasione per incontrare principalmente investitori e cercare nuovi clienti, per gli investitori la singola parola Italia era una Red Flag, fortissima preoccupazione per l’impianto normativo considerato come non chiaro, incerto e poco tutelante, pochissima fiducia nella giustizia italiana nella risoluzione di controversie in tempi adeguati oltre a un panorama fiscale poco favorevole per l’elevata tassazione del lavoro.

 

In un’occasione di Mentor Hour (per un’ora avevi la possibilità di parlare con il Managing Director di un VC e chiedere quello che volevi) mi è stato detto che uno degli errori più gravi che ho commesso è stato incorporare in Italia non solo per le barriere all’entrata presenti (Notai costi accessori) ma per il ridottissimo numero di opportunità che l’Italia ha da offrire rispetto all’Olanda, Germania, Lussemburgo, Regno Unito e Catalogna.

Prima della mia settimana a Lisbona ho sempre avuto un latente sospetto che le lamentele sull’Italia fossero anche un po' condizionate da una personale esterofilia e di dovermi tappare il naso e andare avanti. E’ stata la prima volta in cui mi sono reso conto che rispetto ai miei colleghi in Germania o altri paesi io ho un costraint in più e quel costraint è il mio paese. Per altri paesi il mio lavoro è una potenziale opportunità, un asset e un qualcosa da valorizzare nel nostro è qualcosa a cui dare un qualche contentino ma che comunque va spremuto in nome di qualche categoria privilegiata.

 

E’ una riflessione banale e già sentita mille volte ma vi assicuro che vissuta direttamente è profondamente sconfortante. Sicuramente mi ha ricordato quanto una classe dirigente per essere consapevole debba essere affacciata e in competizione con il mondo per poter fare il meglio per le persone e le istituzioni sotto la propria responsabilità.

Nicolò Debenedetti

Web Summit Lisbona 2021

GLI ALTRI CONTRIBUTI DEI FRATELLI

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URBI ET ORBI

RAFFORZARE LA NOSTRA COMMUNITY

Carissimi Fratelli e Sorelle,

 

In primo luogo, ci tengo a ringraziarvi per la fiducia che mi avete accordato nell’assumere per i prossimi due anni la carica di Rector - ovvero il coordinatore della componente anziani dell’Ordine.

Sapere che esiste un gruppo di fratelli e sorelle che continua a nutrire una forte volontà di ritrovarsi e di lavorare insieme - e che mi chiede di contribuire facilitando la gestione delle principali attività  - mi commuove e mi rende grato per l’opportunità che mi fornite oggi...

Filippo Lo Re

Rector

FORMA MENTIS

ESSERE LEADER

Uno dei temi che più ci unisce, nonché obiettivo primo dell’Ordine: la creazione della nuova classe dirigente. Una prima domanda da porsi è se “leader” si nasca o si diventi...

Federico Michelcich

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